La nostra Costituzione, “la più bella del mondo”, compierà 75 anni l’anno prossimo, nel 2023.

La campagna elettorale per le politiche del 2022 ha messo nuovamente in luce l’esigenza, espressa da più parti, di avviare un processo di revisione organica della Seconda Parte della Costituzione.

La neo Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel suo discorso d’insediamento del 25 ottobre 2022 alla Camera, ha sottolineato la volontà del nuovo Esecutivo di procedere ad una riforma istituzionale. E tale necessità è testimoniata anche dalla presenza in seno al Governo di un “Ministero per le riforme istituzionali”. 

La Seconda Parte della Costituzione, inerente all’ordinamento dello Stato, è già stata più volte oggetto di riforme. Riforme mancate (tre bicamerali, la riforma Berlusconi del 2005, la Renzi-Boschi del 2016) e riforme compiute, sebbene in buona parte criticate ed osteggiate prima e dopo la loro approvazione (la riforma del Titolo V, il taglio dei parlamentari)

La Costituzione è il patto fondativo di una società. E se è vero, come è vero, che la società è in continua evoluzione, allora anche la Costituzione deve necessariamente evolversi. Siamo pertanto favorevoli all’avvio di una nuova Costituente.

Tuttavia, riteniamo che questa Costituente debba avere una natura totalmente innovativa, all’insegna dell’apertura, della partecipazione e dell’inclusività

I risultati delle ultime elezioni politiche ci pongono dinnanzi al più alto tasso di astensione mai registrato prima nella storia della nostra Repubblica, pari ad oltre il 36%. Per non parlare dell’alto tasso di sfiducia nella classe politica italiana rilevato da YouTrend a poche settimane dal voto, attestatosi a quota 83% degli intervistati.

Pertanto, appare ormai evidente che un simile processo di riforma organica della Seconda Parte della Costituzione non possa essere appannaggio dei soli partitiDicevano i latini, “Nemo iudex in causa propria”: nessuno può adeguatamente giudicare, e dunque riformare se stesso e ciò che lo riguarda, meglio quantomeno condividere l’incombenza con altri.

È dunque necessario che per la prima volta i cittadini italiani siano coinvolti direttamente e a monte di un così importante processo di riforma della nostra Legge fondamentale. Questo avrebbe la funzione essenziale di accrescere la legittimità del processo agli occhi della società civile. Finalmente potremo aspirare ad avere una riforma organica della Seconda Parte della Costituzione, e magari anche della legge elettorale, che venga giudicata non più soltanto appannaggio di questo o quel partito o di una classe politica in gran parte sfiduciata, ma frutto del contributo di tutti. A partire dai cittadini stessi.

L’Appello: una Costituente innovativa

Rivolgiamo dunque al Parlamento e al Governo (in particolare nella persona della Ministra per le riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati) un appello per una Costituente che sia innovativa, aperta, partecipata ed inclusiva.

Una Costituente, cioè, che non sia un mero “processo a porte chiuse” tra le mura del Palazzo, ad appannaggio esclusivo dei partiti. Ma che si apra in modo serio, strutturato e sostanziale alla società civile, ai cittadini.

Un modello c’è, esiste già, non dobbiamo inventarlo. È il modello che l’Unione Europea ha adottato per la Conferenza sul Futuro dell’Europa del 2021.

E, prima ancora, è il modello a cui molti Stati occidentali (e non solo) hanno fatto ricorso proprio per affrontare i delicati temi della riforma della Costituzione e della legge elettorale. Parliamo su tutti del Canada nel 2004 e nel 2007, dell’Islanda nel 2009, dell’Irlanda nel 2013, della Mongolia nel 2017 e della Bosnia-Erzegovina (su iniziativa UE) nel 2022.

La Costituente che proponiamo a Parlamento e Governo si caratterizza per due elementi essenziali di novità, relativi al “chi” e al “come”.

SUL CHI

Chiediamo che l’organo Costituente abbia “natura ibrida”, ovvero che si componga per una quota di parlamentari e per una quota di cittadini selezionati per mezzo di un campionamento casuale statistico sulla popolazione italiana.

Il campione di cittadini dovrà essere selezionato, cioè, in modo tale da essere rappresentativo della società italiana per genere, classi di età, aree di residenza e livello d’istruzione.

Chiediamo inoltre che il numero di membri della Costituente non sia inferiore a cento e che la quota composta da cittadini sia almeno pari alla quota composta da parlamentari.

Similmente, i vari sottogruppi di lavoro della Costituente dovranno presentare una composizione bilanciata tra parlamentari e cittadini, che dovranno lavorare sempre fianco a fianco. 

Ai cittadini membri della Costituente dovrà essere riconosciuto un compenso economico sotto forma di gettone di presenza per il servizio svolto. Similmente, proprio come i colleghi parlamentari, essi dovranno avere accesso ai servizi di supporto logistico e tecnico messi a disposizione dalle istituzioni per assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione e di esercizio della funzione.

SUL COME

Chiediamo che la Costituente sia non soltanto un organo, ma un processo lungo e articolato, di durata non inferiore ai sei mesi.

Che il processo della Costituente sia quanto più possibile aperto ed inclusivo e che conosca varie fasi, con al centro una pluralità di attori differenti chiamati a presentare i loro contributi in audizione:

– accademici, giuristi, costituzionalisti e politologi;

– associazioni, movimenti e gruppi d’interesse:

– cittadinanza attiva e cittadini interessati.

Chiediamo che l’architettura del processo della Costituente venga concepita per irradiarsi lungo tutto il territorio nazionale, con la collaborazione delle Regioni, Province autonome e dei Comuni.

Ovvero, che non siano soltanto i vari interlocutori a recarsi presso i luoghi e le sedi di lavoro della Costituente, ma che siano gli stessi membri della Costituente a recarsi sui territori. Questo, in special mondo, per quanto concerne la realizzazione di incontri e eventi aperti al pubblico, momenti di ascolto e interazione con cittadini interessati e desiderosi di fornire il loro contributo al processo.

Infine, chiediamo che la Costituente venga dotata di un apposito sito internet ove sia possibile reperire tutte le informazioni sui membri, sul processo e sullo stato dei lavori; seguire in diretta streaming le sessioni di lavoro che verranno rese pubbliche e consultare eventuali registrazioni; consultare e scaricare tutti i materiali presentati e prodotti in seno ai gruppi di lavoro della Costituente dai suoi membri e dai soggetti auditi; presentare proposte, inviare commenti, contributi e suggestioni ai membri della Costituente. 

Firma l’Appello!

Le firme appariranno elencate in fondo alla pagina entro 24 ore.

Le firme a sostegno dell’Appello

(In ordine cronologico di firma)

  • Andrea Rapisarda, Professore di Fisica teorica, Modelli e Metodi Matematici, Università degli Studi di Catania
  • Alessandro Pluchino, Professore di Fisica teorica, Modelli e Metodi Matematici, Università degli Studi di Catania
  • Piergiorgio Odifreddi, Matematico, logico, saggista e accademico
  • Stefano Sotgiu, Economista pubblico, esperto in processi partecipativi e pubblica amministrazione, ricercatore presso l’Università di Sassari. Membro dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione Sardegna nella legislatura 2014-2019
  • Flavia Bianchi, Avvocato dell’Ordine degli Avvocati di Roma
  • Francesca Capuozzo, Avvocata
  • Ivo Santangeletta, Impiegato
  • Paola Angela Stringa, Avvocato
  • Marco Vincenzi, Impiegato
  • Monia Greggi, Impiegata
  • Andrea Mussio, Ingegnere Chimico Ambientale
  • Stefano Bertolo, Cittadino
  • Maddalena Cavaglià, Dottoressa
  • Asja Macili, Studentessa

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